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DANNO MORALE E PERDITA DI CHANCE: TRIBUNALE DI ROMA, UN PASSO AVANTI

Con riferimento alla sentenza esaminata ed allegata, il Tribunale Civile di Roma, sembra aver fatto un piccolo passo in avanti sia per quel che concerne la personalizzazione del danno morale, che per quel che riguarda il danno da perdita di chance.

Ma procediamo con ordine.

Nel contenzioso sopra richiamato, il sig. XXXXX, citava in giudizio la compagnia assicurativa XXXXXXXXX, al fine di ottenere il risarcimento di tutti i danni subiti in occasione del sinistro occorso.

La causa veniva correttamente, incardinata, istruita e la domanda accolta.

Quel che sorprende però, è l’atteggiamento avanguardista del Tribunale Civile di Roma, che pur richiamando l’insegnamento della celeberrima sentenza della Cassazione a Sezioni Unite, n. 26972/08 sul danno morale e della più recente Cassazione n.12408/11, tuttavia, di fatto se ne discosta ampiamente.

Innanzitutto, il Giudice, non ritiene opportuno, in assenza di apposita previsione normativa e del consolidarsi della giurisprudenza di legittimità sul punto, applicare le c.d. Tabelle del Tribunale di Milano per la quantificazione del danno non patrimoniale.

Di guisa che, in via prudenziale, il Giudicante in tale occasione, ha preferito applicare le Tabelle del Tribunale di Roma, “trattandosi di parametri desunti dalla media delle pronunce emesse dai giudici del Tribunale con maggior carico di affari e che tratta circa il 20% del contenzioso in materia di responsabilità civile” come si legge in sentenza.

Tuttavia, quello che magari in prima battuta, poteva sembrare l’ennesimo arresto giurisprudenziale, in realtà si trasforma poi in una totale innovazione.

Infatti, in merito alla quantificazione del danno morale, il Tribunale di Roma, considerati vari parametri, tra cui l’età del danneggiato (31 anni), la percentuale d’invalidità permanente riconosciuta (16%), si discosta dalle risultanze tabellari e applica una piena personalizzazione del danno morale rispetto al caso concreto, arrivando addirittura a riconoscere una somma considerevole al danneggiato.

Sulla scorta di tale avanguardistica posizione, infine, lo stesso Giudice, liquida, in via equitativa, un’ulteriore somma a titolo di danno da perdita di chance, per il lucro cessante avuto, dal giorno del sinistro e fino all’emissione della sentenza anche rispetto alla posizione lavorativa.

Dunque tale sentenza ci dimostra che se da un lato permanga una certa prudenza in merito all’utilizzo della Tabelle Milanesi per la quantificazione del danno morale da parte del Tribunale di Roma, dall’altro c’è una totale apertura per la personalizzazione del danno e il riconoscimento delle nuove categorie di danno quale, in questo caso, quella da perdita di chance, che fa ben sperare per una futura armonizzazione in tale materia che, ricordiamo, è da sempre, una delle più dibattute tra giurisprudenza e dottrina.

Avv. Gaetano Parrello

(Presidente MF Velletri)

[Cliccate sul link per scaricare la Sentenza del Tribunale Civile di Roma, Sez. XII n. 6008/2016 pubbl. il 23/03/2016


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